Su Populu 'e sos Shardana

 

 

 

de Lionardu "Shardanaleo" Melis


La provenienza di questo popolo dall’Asia e più precisamente dalla Lydia, sembra ormai accettata dalla maggioranza degli studiosi, ma... c’è un ma. Salvo alcuni coraggiosi e più attuali scrittori, la maggior parte li fanno originari di Sardi, la capitale appunto della Lydia, patria del leggendario Creso. Pensiamo che più vicina alla verità sia la tesi del Carta Raspi, il quale li fa provenire dall’Anatolia si, ma molti anni prima della fondazione di Sardi stessa. A dargli un notevole contributo sono alcuni documenti, soprattutto di fonte Egiziana.

Vi si parla a più riprese dei Popoli del Mare e degli Shardana in particolare, già dai tempi di Amenophis I e Amenofis III e di Tuthmosis III, intorno al 1400 a.C. Di essi parlano ampiamente le iscrizioni nel tempio rupestre di ABU SIMBEL, in quello di KARNAK e di MEDINET-HABU, i papiri di HARRIS e gli scritti di Wilbour. Ma l’assurdo diventa ridicolo se si pensa che Sardi sarebbe stata distrutta insieme all’impero ittita dei cui domini faceva parte sicuramente, essendo situata nell’area d’influenza di Hattusa, durante l’ultima terribile invasione dei Popoli del Mare, intorno al 1.200 a.C..

Come avrebbero potuto essi distruggere la loro città d’origine? Non risulta infatti nessuna città risparmiata dalla furia devastatrice di tale immane invasione. Fortunatamente nuovi studiosi stanno prendendo più seriamente il fatto che tale Popolo abitasse la Sardegna già dal secondo o addirittura terzo millennio a.C. Sappiamo ad esempio che il bronzo, di cui gli Shardana avevano il monopolio, era lavorato in Sardegna già dal 1500 in forme artistiche di rara bellezza e che nello stesso periodo vennero conquistate la Corsica e le Baleari, ad opera di popoli provenienti dalla Sardegna.

Gli Egizi ne danno anche una collocazione geografica ben precisa, chiamandoli i re delle Isole dell’Occidente, tale è infatti la posizione della Sardegna rispetto all’Egitto, cosa che invece non risulta per quanto riguarda la città di Sardi, posta chiaramente ad Oriente. D’altronde Sardi da un’indagine archeologica condotta in Turchia, risulta fondata intorno al 1000 a.C. Mentre le ultime scoperte avvenute tra Haifa e Tel-Aviv confermano insediamenti Shardana già dal 1.150 a.C.. Essa era inoltre situata a circa 150 km. dal mare e per un popolo di navigatori e di pirati la cosa risulta alquanto insolita.

Gli antichi testi comunque rendono loro giustizia e confermano che essi già esistevano dai tempi più remoti: è parere comune che i misteriosi Hyksos appartenessero anch’essi ai Popoli del Mare quando invasero l’Egitto intorno al 1700 a.C. Sargon (dal nome familiare) non diede forse origine alla dinastia SANDANIDE (o Sardanide in asianico) nel 2350 a.C.? Creta venne distrutta dagli Achei (Akaiasa, componenti la coalizione dei Popoli del Mare) nel 1400.

Facciamo un piccolo escursus storico:
· 2.350 Sargon di Akad fonda la dinastia Sandanide.
· 1.700 gli Hiksos di razza indoeuropea con mescolanze di razza semitica, invadono l’Egitto.
· Tuthmosis I sconfigge il Mitanni e la Siria fra le cui fila militavano contingenti Shardana.
· 1.500 il bronzo è lavorato in Sardegna con tecniche già di rara bellezza e perfezione. La Corsica e le Baleari sono conquistate da un Popolo proveniente dalla Sardegna.
· 1.400 gli Akaiasa e i loro alleati distruggono Creta e l’impero Minoico.
· 1.341 ambasciatori dei Popoli del Mare portano doni al faraone Akhenaten e alla regina Nefertiti, invitandoli a tornare al culto del Grande Dio.
· 1.294 battaglia di Qadesh: Ramses si salva dall’attacco degli Ittiti con l’aiuto di un contingente di mercenari Shardana. Altri Shardana combattono al fianco degli Ittiti stessi, Ramses li chiama Shardana del mare, dal cuore ribelle.
· 1.278 Esodo: gli Ebrei, al comando di un principe egiziano di origini ebraiche, lasciano l’Egitto, con loro parte probabilmente un contingente numeroso di mercenari Shardana che li difenderanno nel lungo cammino. Mosè li include nella misteriosa tribù di DAN.
· 1.220 Meneptah deve affrontare una guerra con i re libici spalleggiati da alcune tribù venute dalle Isole del Nord: Akawasa (Achei), Thursha (Etruschi), Sakalasa (Siculi), Wasasha (Corsi’) e Shardana. Questi ultimi provvedevano anche al vettovagliamento e al trasporto truppe.

· 1.200 l’invasione più devastante e definitiva dei Popoli del Mare ai quali si sono aggiunti nel frattempo DENEN, FRISONI, SAKSAR E PHELETS (Filistei). Distrutte Micene e Corinto, gli imperi Ittita e Miceneo sono cancellati, intere città sono rase al suolo e gli abitanti passati a fil di spada. Gli Shardana e i loro alleati si riversano sull’Asia Minore mettendo tutto a ferro e a fuoco. Lo stesso Egitto è attaccato, ma Ramses III trova un accordo con la mediazione dei mercenari shardana al soldo delle truppe regie. (si vanterà poi di aver sconfitto per la prima volta i terribili Shardana).
· 1.000 fondazione di Sardi e ricostruzione delle città fenicie, che cominceranno le loro avventure sulle antiche rotte tracciate dai Popoli del Mare, fondando nuove colonie.
· 900 i Lidi, governati dagli Eraclidi, sbarcano in Italia e si uniscono agli Umbri (Erodoto) - I loro lucumoni sono designati fra i dignitari Sardi (Strabone), Reges soliti sunt esse Etruscorum, qui Sardi appellantur (Festo).
· 814 fondazione di Cartagine.
· 540 Malco, generale cartaginese, è sconfitto in battaglia campale da un esercito sardo. Nello stesso periodo avviene la battaglia navale nel Mare sardo tra gli abitanti di Aleria, colonia greca in Corsica, e la flotta etrusca.
Gli scrittori greci chiamano in causa continuamente i Shardana chiamandoli di volta in volta Pelasgi, Eraclidi o Tirreni. I sovrani egizi descrivono i Shardana come alleati o come terribili nemici, chiamandoli i re delle isole, I capi dei paesi stranieri, Shardana n p iam (Shardana del mare), venuti dalle isole e dalla terra ferma posta sul grande cerchio d’acqua (Ramses II).

E ancora: venuti dal nono arco (52° - 56° parallelo) e dall’Isola Basileia, alta, con rocce rosse, bianche e nere, ricca di rame” Facciamo notare che, per chi sbarcasse sulle coste orientali sarde, nel golfo di Orosei, troverebbe sicuramente una costa alta a strapiombo sul mare, con rocce di granito rosso, bianco e nero..Inoltre sappiamo che la Sardegna è ricca di miniere di rame.

Mentre il riferimento al nono arco è chiaramente rivolto agli alleati DENEN (o DANEN), ai SAKSAR (Sassoni?) e ai FRISONI, probabili abitatori dei paesi nordici, chiamati dai Greci col nome di IPERBOREI. A più riprese i Shardana, a capo di una coalizione conosciuta nell’antichità col nome di Popoli del Mare, assalirono e devastarono i territori del Mediterraneo orientale e l’Egitto stesso. L’ultima invasione, la più terribile, annientò l’impero Ittita e quello Micenèo, rase al suolo Ugarit e Micene, Biblos e Tirinto, invase la Laconia e dilagò nell’Asia Minore tutto bruciando e distruggendo, mentre una parte della flotta con a capo gli stessi Shardana piombò sul Delta con la chiara intenzione di invadere anche l’Egitto.

Ramesse III li affrontò, riuscendo a fermarli e convincendoli a desistere, anche per il probabile intervento di mediazione dei mercenari che militavano da tempo agli ordini dei faraoni. Dopo questa invasione alcuni gruppi si stabilirono nelle terre conquistate: Shardana, Phelets e Tjeker si stabilirono in Libano e in Palestina, a Cipro e a Creta, in Laconia, nell’Anatolia dove intorno all’anno 1.000 a.C. fondarono Sardi.

Un altro contingente tornò nelle loro città in Sardegna carico di bottino, mentre una parte dei Tursha occupò i territori dell’attuale Toscana, estendendosi poi a Umbria e Lazio e divisero coi Shardana le zone d’influenza del Mediterraneo, dando il loro nome alla parte a oriente della Sardegna, mentre i Shardana continuavano i loro traffici a occidente, nel mare che ancora oggi prende il loro nome. Finchè i Shardana detennero il monopolio del commercio del bronzo, i Tursha tennero un atteggiamento quasi di sudditanza, accettando persino il fatto che i loro re fossero scelti fra i dignitari Sardi. In seguito con la diffusione del ferro gli equilibri cambiarono e le città sarde cominciarono un lento, ma inesorabile declino.

 

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Meda gratzias dae Su Cuncordu a Lenardu Melis pro custu e tottu sos atheros articulos et interventos.