Perché superare gli Stati nel rapporto sardo-corso di Franciscu Pala Scameroni

Sardegna e Corsica, due isole lontanissime.
Come e perché superare gli Stati nel rapporto Sardo-Corso

Ancorate nel bel mezzo del Mediterraneo occidentale ma protese idealmente verso l'Europa, la Sardegna e la Corsica sono separate tra loro da poco meno di dodici chilometri di mare.
Si salutano continuamente, cercano di parlare, sperano di potersi incontrare, un giorno, per poter scambiare idee, vedute ma anche, perché no, prodotti e cultura.
Infatti, se è vero che geograficamente sono indiscutibilmente vicine, è altrettanto chiaro che le due nostre belle isole sono quanto più lontane ci è possibile immaginare sia sul piano politico-economico che culturale.
A separarle dicevamo, non è quel piccolo canale, né tantomeno la comodamente superabile differenza tra Limba Sarda e Lingua Corsa.
Per un brutto e triste scherzo della Storia, sono separate da qualcosa che non le appartiene e che si chiama Stato Italo-Francese.
Abbiamo preferito unire in un'unica entità statuale l'Italia e la Francia in quanto ne giudichiamo se non identici, similari gli interessi e le prerogative.
Questi Stati sono coscienti del fatto che un rapporto costante e diretto tra le due isole equivarrebbe ad un inizio di indipendenza dai vincoli economici e culturali "nazionali". Ed è per questo che tra le due isole hanno posto un altissimo muro.
Un muro che rende i due popoli lontani ed indifferenti alle vicende altrui.
Sardegna e Corsica non si conoscono. Non condividono e non scambiano nulla.
Tuttavia, in quest'aria stagnante, qualcosa comincia a muoversi. Qualcuno comincia a rendersi conto di questo paradosso.
Infatti, nel corso dell'ultima edizione delle Ghjurnate Internaziunale, appuntamento annuale per tutti gli indipendentisti del mondo che si tiene a Corti in Corsica, alcuni esponeneti del movimento corso Cuncolta Indipendentista hanno denunciato la "lontananza" tra le due isole ed hanno cercato di spiegare ai delegati (tra i quali quelli di Sardigna Natzione, Herri Batasuna, Esquerra Republicana de Catalunya) quali e quante siano le difficoltà e gli ostacoli della burocrazia statale che non permettono qualunque tipo di rapporto.
Sta sviluppandosi finalmente la coscienza dell'assurdità della situazione.
Finalmente si sta comprendendo la potenziale forza economica e socio-culturale che potrebbe svilupparsi da una rete di sistematici rapporti e scambi.


Avà duvemu luttà inseme pè l'unione di i nosci Populi è di e noscie Tarre, gherramus tott'impare pro s'unidade et sa libertade de sas Terras nostras.

 

Nasce l'associazione Interterrae per la solidarietà sardo-corsa.

Interterrae è un movimento politico culturale anticolonialista che promuove ogni forma di solidarietà e di scambio reciproco tra Corsica e Sardegna nella prospettiva di una auspicabile indipendenza da Francia e Italia.
Interterrae è formato dall'unione di due movimenti nati in ambito universitario, Su Cuncordu pro s'Indipendentzia de sa Sardigna e Indipendenza Corsa che si battono entrambi per l'indipendenza della propria Isola di riferimento, per l'utilizzo delle Lingue Sarda e Corsa, per la salvaguardia e la smilitarizzazione del territorio, per stroncare la dominazione coloniale di Italia e Francia in tutte le sue varie manifestazioni.
Facciamo valere le ragioni delle nostre Libertà, dell'antiassistenzialismo, del rispetto delle nostre Terre, dell'opposizione allo sfruttamento indiscriminato delle risorse e dei paesaggi dovuto ad un turismo senza scrupoli gestito dai coloni franco-italiani.
I nostri popoli per continuare a vivere hanno enorme bisogno di sostegno e comprensione reciproci. È tempo quindi di creare dei nostri canali interni di comunicazione.
Insieme dobbiamo prendere il controllo dei nostri rapporti con il Mediterraneo, con l'Europa, con l'Africa, con il Mondo ora gestiti e pilotati dagli Stati di Francia e Italia.
Per troppo tempo le nostre Isole sono state costrette all'indifferenza reciproca, abbattiamo quindi tutti gli ostacoli burocratici che non permettono o rendono difficoltosi gli scambi economici, chiamiamo a raccolta i nostri giovani, facciamoli conoscere, instauriamo costanti rapporti tra le nostre università e le nostre scuole. Creiamo dei mezzi di comunicazione in comune, bilingui, quadrilingui che possano ospitare e diffondere le produzioni delle nostre culture. Organizziamo concerti in comune che ci permettano di conoscere a fondo le caratteristiche delle nostre musiche e dei nostri canti.

Dobbiamo riuscire a non imitare i falsi ed interessati rapporti vigenti tra gli Stati Italiano e Francese. Corsica e Sardegna possono e devono mirare più in alto.