Su Partidu Sardu et sa Limba Sarda di Frantziscu Sanna 

Duas cosas ki no andant meda de accordu.

Chi l'avrebbe mai detto?, finalmente lo stato italiano assolve ai doveri sanciti dalla carta costituzionale (art.6) e riconosce a noi sardi lo status di minoranza linguistica. Festa grande quindi. Nonostante i limiti della legge recentemente approvata, il passo avanti compiuto sulla strada della salvaguardia della nostra lingua pare essere di notevole rilevanza.
Le battaglie fatte negli anni 80 paiono ormai un lieto ricordo solo per i nostalgici.
Bastava semplicemente attendere.
Ciò che ci spettava, lo stato ce lo avrebbe dato.
Non servivano firme, non era necessario esasperare la lotta. La democrazia trionfa sempre.
Uno dei tanti primi-attori di quegli anni il P.S.d'Az. o (per i romantici) se preferite su Partidu Sardu, ne fece dagli anni '70 in poi un vero e proprio cavallo di battaglia. "La lingua è l'anima di un popolo" dicevano in maniera quasi convincente. Come non partire da quella battaglia allora, come non dedicarsi anima e corpo ad una questione di così vitale importanza: salvare il popolo sardo dall'omologazione linguistica.
Tutt'oggi pare che il P.S.d'az. non abbia dimenticato questa battaglia, tutt'oggi pare che questa questione sia al centro dei programmi elettorali di questo "partito nazionalitario". Beh smettiamola di raccontarci le barzellette e passiamo a vedere che cosa il P.S.d'Az. (nelle sue alte sfere e con suoi rappresentanti di spicco) ha realmente fatto per promuovere sa limba sarda. Provate a chiedere a Franco Meloni (presidente-segretario del partito nonché senatore della repubblica) se gli è mai passato per la testa di intervenire provocatoriamente, nelle dorate sale del potere romano, con lo strumento d'espressione di un popolo di pastori.
Passiamo ora a contesti più vicini a noi. Quante volte avete sentito un consigliere regionale sardista esprimersi nella lingua del suo popolo nella assemblea rappresentativa della nazione sarda? Quante volte tramite i mass-media li avete sentiti esprimersi in quella lingua tanto sbandierata nei programmi?.
La buona volontà della base del partito non può più essere sufficiente, non basta che i militanti nelle rispettive federazioni parlino in sardo, certo è un ottima cosa, tuttavia la comunicazione oggi passa per altri canali che è importante saper utilizzare.
Ogni occasione persa serve a mortificare la lotta di tanti militanti e soprattutto di tanti sardi.
Che differenza c'è tra il P.S.d'Az. di Pasqualino Manca e Giacomo Sanna e l' alleanza nazionale di Cesare Corda?
A nos intender kizzu in limba sarda, però.