Chevenement, il socialista nazionalista di Franciscu Pala Scameroni

stralci e commento di un articolo pubblicato il 15 novembre sul quotidiano francese Liberation.


"Chevènement lancia l'offensiva contro lo statuto della Corsica. Jean-Pierre Chevènement, ex ministro della giustizia, comincia la crociata 'per la Corsica nella Republique'. Dopo la sua rumorosa dimissione dal governo, alla fine di agosto, per protestare contro il contenuto degli accordi di Matignon, l'ex inquilino di Place Beauvau passa all'azione ed alza il tono. La possibilità offerta (ed inapplicata, ndr) all'Assemblea insulare di legiferare in certi campi e la proposta di insegnamento della Lingua Corsa, secondo Chevènement, rendono fragile l'edificio della Nazione".
In una dichiarazione comune, Chevènement e vari politici appartenenti a diversi partiti (dai comunisti ai radicali-di-sinistra), hanno dichiarato che "il Primo Ministro Jospin ci ha detto che l'unità della Repubblica non coincide con l'uniformità. Molto bene! Ma la riforma della Costituzione prevista per il 2004 ci farebbe cadere in un ciclo istituzionale simile a quello della Nuova Caledonia".


Conclude l'articolo: "I sovranisti (francesi) di sinistra accentuano la lotta contro il futuro 'statuto Jospin', introducendo anche un argomento supplementare, quello della lotta contro un Europa accusata di favorire 'le rivendicazioni indentitarie regionali al fine di ridurre il peso e il potere degli Stati-nazione'".


Questa è la storia di come uno Statuto autonomista ipotetico e (come tutte le 'autonomie') illusoriamente utile ha letteralmente fatto impazzire vasti settori della sinistra francese rivelandone la forte impronta nazional-statalista.
I comunisti del PCF/l'Humanite, i socialisti non jospiniani, i radicali-di-sinistra e i classici ed immancabili 'editorialisti-politologi democratici' si ritrovano tutti insieme in un polo nazionalista francese che, esistente di fatto da sempre in Francia come ovunque, finalmente ha il coraggio di presentarsi come tale. Il mito della 'sinistra internazionalista' ancora una volta è smascherato, al massimo si potrebbe parlare di 'nazionalprogressismo interstatalista'. Ma credo sia meglio parlare di nazionalismo, legittimo, certo, ma l'importante è dirlo. Ammentamos.