Assuba 'e su Kurdistan di Franciscu Pala Scameroni

Mentre nell'allegra Europaunita le più o meno grandi potenze moderne, civili ed industrializzate sono tutte impegnate nel grande sforzo per la noneta unica, nei territori occupati dallo Stato Democratico Turco si sta consumando l'atto finale di un massacro sistematico e ragionato ai danni del Popolo kurdo.
Un vero e proprio genocidio perpetrato pubblicamente ma nel disinteresse generale sia dei media che delle organizzazioni internazionali di vigilanza.
Per quale recondito motivo le superpotenze militari ed economiche del mondo non scendono in campo?
Perché le portaerei statunitensi non solcano il mediterraneo orientale per difendere i kurdi come pochi anni fa facevano con i kuwaitiani?
Come mai l'Unione Europea non provvede a sanzionare la Turchia ma anzi la invita con tutti gli onori alla corte europea?
La risposta è amara, semplice e triste: il Kurdistan non offre né risorse come il petrolio né opportunità di rapporti economici favorevoli. Inoltre lo Stato oppressore e genocida non è più l'Iraq ma la Turchia, la grande Turchia che con i suoi quasi 62 milioni di abitanti risulta certamente essere un succulento piatto per le multinazionali o per qualunque grande azienda.
Il popolo, la lingua, la cultura e le tradizioni millenarie del Kurdistan sono così destinate alla morte definitiva e, nel giorno in cui avverrà, se qualcuno chiederà spiegazioni su questo immane sterminio, potremo serenamente rispondere che quel popolo e quella cultura non ci servivano, che non potevano darci né ricchezza né benessere, e che quindi non sarebbe valsa la pena difenderli dagli attacchi di una grande e democratica repubblica neocolonialista.