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2.2

La trasmissione di geni e lingue. di Alberto Piazza. Da "Le Scienze - Scientific American" n° 86. 10/95.

 

Che l’Italia sia una mescolanza di culture differenti, risultato di storie e movimenti di popolazioni di origine molto eterogenee, è una osservazione comune, quasi scontata: sia l’uomo colto che la persona un po’ curiosa si accorgono di quanto siano varie nella nostra penisola le popolazioni, le tradizioni, i paesaggi. […] Lo studio che voglio presentare intende contribuire alla ricerca della nostra identità storica esaminandola da una angolazione piuttosto inconsueta, quella della struttura genetica. […]

 

Quando si parla di differenze genetiche tra individui o popolazioni di individui, occorre subito sgombrare il campo dai pregiudizi. Se esaminiamo due individui a caso, il loro corredo genetico ( cioè l’insieme delle informazioni codificate dal DNA contenuto nei cromosomi delle loro cellule e trasmesse ai figli) sarà, con certezza quasi assoluta, diverso: in altre parole, nel mondo biologico la diversità costituisce la regola, l’uniformità l’evento eccezionale. Di conseguenza il pregiudizio che ci porta a distinguere «razze» diverse non ha alcun fondamento biologico, ma è di natura esclusivamente culturale. […].

 

Nello studio della popolazione italiana, così come negli studi genetici di altre popolazioni umane, sono state esaminate le frequenze dei gruppi sanguigni.

Il gruppo sanguigno Rh ha una frequenza molto variabile nella nostra penisola; se per esempio contassimo gli individui Rh negativi in un paese del Piemonte, troveremmo una porzione di circa il 15%, mentre se facessimo la stessa indagine in Sardegna troveremmo che solo il 5% della popolazione presenta questo carattere.

 

Benché Piemonte e Sardegna siano territori appartenuti allo stesso regno, differenze etniche più antiche o condizioni ambientali eterogenee possono spiegare queste variazioni di frequenze geniche che ancora oggi siamo in grado di apprezzare. Una simile variabilità è presente anche negli altri gruppi sanguigni esaminati. […]

 

Ma l’analisi non si limita ai gruppi sanguigni. Per “evitare l’insidia di descrivere una variabilità dovuta all’ambiente invece che alla successione di eventi storici” i ricercatori hanno inserito nel loro studio anche i valori dei diversi caratteri genetici. >>

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Il grafico della I e della II componente principale delle frequenze geniche in Italia fornisce una rappresentazione bidimensionale

di quanto le popolazioni delle regioni italiane ed europee

differiscano nelle loro frequenze geniche.

La distanza […] tra queste aree misura la loro differenza genetica.

 

Per facilitare la lettura, le aree corrispondenti alle popolazioni esaminate sono rappresentate in colori diversi: in nero le popolazioni isolate dal punto di vista genetico e linguistico: sardi (sar), baschi (bas), lapponi (lap); in verde gli abitanti delle regioni italiane: Piemonte (pie), Lombardia (lom), etc etc; in giallo le popolazioni dei paesi mediterranei: Grecia (gre), Spagna (spa), Portogallo (por); in rosso quelle dei paesi dell’Europa centrale e in blu quelle dei paesi dell’Europa settentrionale.

 

L’illustrazione […] esemplifica questo tipo di analisi offrendoci una sintesi della collocazione genetica dell’Italia rispetto all’Europa.

 

La maggior parte delle regioni italiane è qui rappresentata […] insieme a molte nazioni d’Europa […]. Le posizioni di ciascuna regione d’Italia e di ciascuna nazione europea dipendono da due variabili che sono la prima e la seconda componente principale di tutte le frequenze dei geni presi in considerazione. Questa rappresentazione è stata costruita in modo che la distanza di ogni coppia […] di aree circolari misura la loro differenza genetica […].

 

La prima considerazione che emerge dall’analisi di questa illustrazione è che la Sardegna si distacca dalle altre regioni italiane (Sicilia inclusa) con una diversità genetica che è tra le maggiori riscontrabili in Europa […].

 

Si noti inoltre la posizione estrema dei lapponi: il loro isolamento genetico rispetto alle altre popolazioni europee è ben documentato. […]


 

La distribuzione dei 40 geni esaminati in Italia è sintetizzata [nelle tre mappe monocromatiche qui rappresentate in verde, rosso, e blu: esse non contengono tutta l’informazione delle frequenze geniche originali perché si sono esaminate le tre componenti più informative […] escludendo così l’influsso di fattori ambientali.

 

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La sovrapposizione al calcolatore delle tre mappe

dà come risultato una mappa tricromatica

che fornisce un quadro globale dell'Italia genetica

 

In tutte le mappe genetiche dell’Italia non viene presa in considerazione la Sardegna.

 

L’esclusione non è certo dettata dalla mancanza di dati e nemmeno dal minore interesse per quest’isola: se mai è proprio vero il contrario, nel senso che la struttura genetica della Sardegna è così profondamente diversa da quella delle altre regioni italiana che il suo esame richiederebbe una trattazione separata.

 

Il problema è che se dovessimo inserire i dati della Sardegna genetica nelle tre mappe monocromatiche dell’Italia, la Sardegna risulterebbe di colore intensissimo e l’Italia continentale di colore pallidissimo e uniforme, tanto diverse risultano le due strutture genetiche.

 

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