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Un uomo coraggioso, l'ex Presidente degli Italiani. Coraggioso
nelle sue parole taglienti pronunciate contro il Primo Ministro
degli Spagnoli e contro i suoi fidi rappresentanti 'regionali'.
Coraggioso quando definisce come "rinnegati" quei baschi
che 'votano spagnolo'. Coraggioso quando, a rischio di esser
etichettato come difensore di ETA, accusa Aznar di aver scelto la
strada della "repressione antidemocratica".
Veramente
coraggioso nell'essere riuscito a non pronunciare mai la parola
Sardegna. Da bravo italiano, da bravo sardo rinnegato. Rinnegato
come i baschi che votano partiti spagnoli
de Franciscu
Pala Scameroni
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Il
Sardo rinnegato
e
il Presidente dei Baschi.
una
panoramica abbastanza approfondita di una vicenda
interessante,
che ci può aiutare a capire quali siano gli atteggiamenti
deleteri per la nostra lotta. Il fatto che poi il soggetto sia una
persona 'sarda' non fa altro che
rattristarci
e metterci in guardia ulteriormente.
rassegna
stampa e traduzioni a cura di F.Pala
EL
PAIS, 24-01-01
"Il
Governo Basco decora Francesco Cossiga.
Il
Governo Basco ha deciso ieri di premiare con la definizione di
"Lagun Onari" (buon amico) l'ex Presidente italiano
Francesco Cossiga.
Il premio, istituito nel 1996, viene attribuito a persone di
prestigio nell'ambito sociale, culturale, economico o politico,
che si sono distinte per la loro amicizia per Euskal Herria.
L'atto della consegna della medaglia si celebrerà lunedì
prossimo nella sede della Presidenza del Governo Basco.
Nel 1997 e nel 1998 venne attribuito a Julio Sanguinetti ed
Eduardo Frei, presidenti di Uruguay e Cile, e nel 1999 al
professore ed esperto in temi baschi della Università di Reno
(USA) William Douglas.
L'Esecutivo
autonomo basco ha concordato la sua decisione con la Fondazione
Sabino Arana, vicina al PNV, che domenica consegnerà a sua volta
a Cossiga uno dei suoi premi annuali".
EL
PAIS, 19-01-01
La
Fondazione Sabino Arana, premia quest’anno Francesco Cossiga.
La
fondazione Sabino Arana, vicina al PNV, concederà quest’anno un
premio speciale […] al presidente italiano Francesco Cossiga,
nel capitolo di “amico dei Baschi”, “per il suo
interessamento alla soluzione del conflitto basco”.
[…]
nel caso di Cossiga i rappresentanti della fondazione nazionalista
premieranno il suo impegno per “rendere possibile un processo di
normalizzazione e pacificazione che gli consente di essere
qualificato come amico dei Baschi”.
[…]
LA
REPUBBLICA, 26-01-01
Cossiga:
"Aznar? Un franchista"
ROMA
- "Aznar era franchista quando io lottavo contro il
terrorismo". Francesco Cossiga replica così in una
intervista a "El Mundo" agli attacchi del Partito
Popolare guidato dal premier spagnolo per la sua annunciata visita
nei Paesi Baschi. L'ex presidente della Repubblica dice anche di
essere pronto a rinunciare al viaggio se glielo chiedesse il
governo italiano. Fonti vicine a Cossiga, intanto, hanno fatto
sapere che la Farnesina avrebbe dato ordine ai diplomatici
italiani in Spagna di disinteressarsi del viaggio. Pronta la
smentita del ministero degli Esteri: Cossiga, si dice, avrà tutti
gli onori e i riguardi dovuti ad un ex presidente.
EL
MUNDO, 25-01-01
Francesco
Cossiga, ex Presidente italiano: “Aznar era franchista quando io
lottavo contro il terrorismo”.
Di
Ruben Amon, corrispondente in Roma.
Francesco
Cossiga, ex presidente della Repubblica Italiana e intimo amico
del presidente del Partido acionalista Vasco-PNV, Xabier Arzalluz,
ha previsto di viaggiare il prossimo 28 gennaio a Bilbao per
ricevere il premio della Fondazione Sabino Arana nella categoria
“amico del Popolo Basco”.
Sia
il Governo spagnolo che quello italiano vogliono evitare la
visita, ma Cossiga, senatore a vita e insaziabile provocatore, non
sembra disposto a rinunciare all’opportunità che gli si
presenta per inquietare il Presidente Aznar.
INTERVISTA
Domanda:
Carlos Iturgaiz, portavoce del Partido Popular basco, ha detto che
il premio che lei sta per ricevere nelle mani sarebbe scomodo per
una persona saggia, perché Sabino Arana “è la personificazione
del razzismo e della xenofobia”. Cosa pensa, signor Cossiga, di
questa dichiarazione?
Risposta:
Questo Iturgaiz è un mentecatto, un ignorante, un basco
rinnegato. Mi piacerebbe sapere dov’era quando Franco fucilava i
Baschi. Spero che non fosse nemmeno nato perché, in caso
contrario, si sarebbe messo dalla parte dei fucilatori. Sabino
Arana fu un pioniere della democrazia cristiana, un vero
democratico. E quanto a me posso dire che ho lottato sempre contro
il terrorismo e mi sono adoperato per il dialogo. Che io sappia,
Aznar era solamente un franchista quando io lottavo contro i
terroristi.
D:
Ed ora?
R:
Non credo che Aznar sia ancora franchista, però mi indigna che
abbia spianato la via alla discriminazione del nazionalismo basco
moderato. È ridicolo ed assurdo isolare il PNV perché, in un
modo o nell’altro, si fomenta la violenza e la radicalizzazione
della lotta. Non vi pare sufficiente l’esempio irlandese? Non è
vero che il Sinn Fein si è democratizzato? Mi sembra un errore
che il governo Aznar abbia preferito la repressione e la rottura
invece che il dialogo con i nazionalisti moderati.
D:
Il PNV è un partito nazionalista moderato? Cosa pensa delle
dichiarazioni sul sangue RH negativo o il confronto che equipara
gli spagnoli che vivono in Euskadi ai tedeschi che risiedono a
Maiorca?
R:
Arzalluz, presidente del PNV, è un politico che detesta la
violenza e il terrorismo. Guardi, io ero alla manifestazione di
Barcellona e ho visto che un milione di persone gridava: no al
terrorismo, si al dialogo. Questo è il punto su cui Aznar si sta
sbagliando completamente.
[…]
D:
ma i membri del Partito Popolare Europeo condividono il
comportamento di Aznar…
R:il
Congresso di Berlino è stata una buffonata. E l’unico fatto
concreto è stato la condanna del terrorismo. E lei pensa che io
non lo condanni? Un poco di senso comune, per piacere.
D:
Cossiga, lei ha detto che i partiti italiani dell’orbita
democristiana dovrebbero adoperarsi per il ritorno del PNV nei
fora internazionali. Deve ammettere che la sua proposta ha avuto
poco eco finora…
R:
non mi importa, se Berlusconi e Aznar sono buoni amici, si
appoggino reciprocamente.
D:
signor Cossiga, non esiste una questione personale tra lei ed
Aznar?
R:
Guardi, so che il governo del signor Aznar sta facendo di tutto
perché io non vada a ricevere il premio. Se il presidente del
consiglio dei ministri italiano Giuliano Amato, mi chiederà di
annullare il viaggio, io obbedirò. Ma in questo caso convocherò
una conferenza stampa in Roma per chiarire un po’ come stanno le
cose. L’autoritarismo del signor Aznar non mi convince né lo
considero come adeguato per risolvere la questione del Paese
Basco.
D:
e cosa pensa, signor Cossiga, di quando gli antifranchisti,
assieme ad ex militanti di ETA si sono convertiti in obbiettivi
del terrorismo? Non crede che il PNV speculi sul fatto di
condannare il terrorismo restando nel Patto di Lizarra [assieme
agli indipendentisti di Herri Batasuna,ndt]?
R:
Insisto nel dire che il dialogo è l’unica via possibile. La
Spagna, a differenza di altri paesi, ha avuto la fortuna di venire
a capo ad una transizione politica, quando i franchismi furono
accettati, non castigati. C’è da riconciliare una società, non
da dividerla.
D:
Signor Cossiga, si dice che lei sia stato un mediatore…
R:
io non posso mediare tra un Governo come quello di Aznar e i
terroristi. Ma voglio contribuire alla soluzione del problema.
D:
senza dubbio la sua visita in Euskadi sembra causare un certo
malessere tra Spagna e Italia.
R:
La fondazione Sabino Arana è uno degli organismi più considerati
e prestigiosi dell’area democristiana. Il premio mi
inorgoglisce. E mi inorgoglisce la storia del PNV. Mi pare il caso
di ricordare che il signor Sabino Arana, maltrattato da questo
cretino di Iturgaiz, ha fondato un Partito glorioso.
L’esclusione del PNV aggrava la perdita di prestigio e di
credibilità del PP europeo.
D:
per finire, è vero che lei ha inviato un mazzo di fiori ad Anna
Rotella, moglie di Aznar, in occasione della sua ultima visita in
Roma?
R:
Si, l’educazione è l’educazione, anche se la moglie del
presidente Aznar si comportò in modo maleducato. O pensa che la
moglie di un primo ministro non può essere maleducata?
EL
MUNDO, 26-01-01.
Il
PP qualifica come “ignobili” le parole di Cossiga.
Il
portavoce del PP nella commissione degli affari esteri del
Congresso Spagnolo, Josè Fraga, ha ricordato all’ex presidente
italiano Cossiga che, nel Paese Basco, “le pallottole ammazzano,
ma le parole bisogna saperle usare in modo pacato”. Ha risposto
così alle affermazioni fate da Cossiga a EL MUNDO nelle quali
squalificava Aznar e Iturgaiz.
Cossiga
che ha previsto un viaggio nei prossimi giorni in Euskadi per
ricevere un premio che gli ha dato la Fondazione Sabino Arana,
assicurava in questa intervista che “Aznar era franchista”
cuando egli lottava “contro al terrorismo” e ha qualificato
Iturgaiz come “mentecatto, ignorante e Basco rinnegato”.
Fraga (portavoce del PP/affari esteri) dice che queste
dichiarazioni sono “cariche di ingiurie” […] “Ora è un
problema per l’Italia, perché questo signore viaggia con un
aereo militare dello Stato Italiano”, ha aggiunto.
Fraga
ha considerato le dichiarazioni di Cossiga come “una offesa a
tutte le vittime e a tutti i Popolari baschi e spagnoli” e ha
ricordato che pochi giorni fa Iturgaiz e la cupola del PP basco
stavano per essere assassinati.
Da
parte sua, il PP basco ha segnalato che Cossiga pone se stesso
“all’altezza” del fondatore del PNV Arana. “La
identificazione dell’ex presidente italiano con Sabino Arana è
tanto perfetta che considera rinnegati coloro i quali, come noi,
non sono nazionalisti. […]
“Cossiga non è un amico dei Baschi, ma di alcuni nazionalisti
baschi”. Per questo il PP lamenta il fatto che anche il Governo
Basco conceda il premio di Lagun Onari (il miglior amico). […]
Inoltre,
il presidente di Nuove Generazioni Basche, Santino Abascal, ha
previsto di incontrare Cossiga in Bilbo, e di consegnargli una
lista degli assassinati dall’ETA, un compendio di frasi razziste
di Arana e una lista degli eletti del PP che hanno la scorta.
La
Repubblica 27.01.01
Lite
Cossiga-Palazzo Chigi
La polemica sul viaggio in Spagna, botta e risposta dopo una
precisazione del governo
ROMA - Francesco Cossiga è pronto per la sua visita nei Paesi
Baschi, ma parte fra un mare di polemiche. Nel mirino dell'ex
presidente della Repubblica sono infatti finiti sia il governo
spagnolo che quello italiano, accusati di non volere il viaggio
fra i baschi. Cossiga, tanto per cominciare, non ha gradito
affatto una nota di Palazzo Chigi che prendeva posizione sulla
polemica contro il premier spagnolo Aznar, chiamato "franchista"
e affermava che quelle parole riflettevano "naturalmente solo
il pensiero del senatore a vita". Fonti vicine all'ex
presidente hanno fatto sapere che Cossiga avrebbe espresso ai
"suoi collaboratori ed amici, il suo profondo dolore per
questa inaspettata mancanza di rispetto di un presidente del
Consiglio dei ministri nei confronti di un ex presidente della
Repubblica, e ancor di più il timore che, ritenendo il presidente
del Consiglio dei ministri (per sua convinzione o su suggestione
del governo di Madrid) che questo viaggio non sia opportuno, non
abbia avuto il coraggio di dichiararlo e di chiedere all'ex Capo
dello Stato di astenersi, assumendosi la responsabilità di tale
richiesta". Ma d'altra parte, avrebbe continuato Cossiga
sorridendo "val qui ancor oggi il detto manzoniano che chi
non ha coraggio non se lo può dare. Ma Giuliano è pur sempre un
uomo d'onore".
Coerentemente l'ex presidente non ha mollato la presa con il
governo di Madrid. Le solite fonti vicine a Cossiga hanno fatto
sapere che che "se nel suo viaggio il senatore Cossiga e la
missione che lo accompagna, tutta composta di cattolici
democratici alleati in Italia della Casa delle libertà e aderenti
al Ppe subiranno molestie o offese, si saprà bene in Italia, in
Spagna e in Europa da che parte esse provengono e chi ne è il
responsabile, palese o occulto". Cossiga poi attacca
direttamente Aznar, ricorda di essere "da sempre nemico
implacabile del terrorismo", ma rileva "che nella lotta
senza successo condotta, anche con forme di terrorismo di Stato,
contro il terrorismo dell'Eta, il governo di Madrid ha fallito ed
ha fallito, perché coltiva l'idea che il terrorismo sia la
conseguenza inevitabile del regionalismo". Cossiga ha
accusato il governo spagnolo anche di averlo censurato a causa di
un' intervista concessa all'agenzia di stampa Efe mai uscita.
L'agenzia ha replicato di avere considerato il testo privo di
interesse giornalistico. Cossiga ha fatto sapere che la risposta
della direzione dell'Efe, "lo ha riportato indietro alla sua
giovinezza, ricordandogli i comunicati dell'agenzia Stefani".
Corsera
27.01.01
Politica
basca, botta e risposta tra Cossiga e Palazzo Chigi
ROMA - Botta e risposta fra Palazzo Chigi e Francesco Cossiga
sulla visita che l'ex Capo dello Stato farà nei Paesi Baschi e le
sue violente critiche alla politica del premier spagnolo José
Maria Aznar nei confronti del terrorismo indipendentista basco.
Ambienti di Palazzo Chigi fanno sapere che quanto detto da Cossiga
alla stampa spagnola sulla sua visita nei Paesi Baschi riflette
naturalmente solo il pensiero del presidente Cossiga. Ma ambienti
vicini a Francesco Cossiga replicano: «Una dichiarazione ovvia,
ma poiché il presidente Cossiga ha grande stima dell'intelligenza
dell'onorevole Giuliano Amato, ovvia essa non può essere, e
quindi o è frutto di una richiesta del governo di Madrid o è un
atto di inutile servilismo nei confronti di esso. Ai suoi
collaboratori ed amici - continua la nota - il presidente Cossiga
ha espresso il suo profondo dolore per questa inaspettata mancanza
di rispetto di un Presidente del Consiglio nei confronti di un ex
Presidente della Repubblica, e ancor di più il timore che,
ritenendo il Presidente del Consiglio che questo viaggio non sia
opportuno, non abbia avuto il coraggio di dichiararlo e di
chiedere all'ex Capo dello Stato di astenersi, assumendosi la
responsabilità di tale richiesta». La nota si conclude con una
frase attribuita tra virgolette allo stesso Cossiga: «Val qui
ancor oggi il detto manzoniano, che chi non ha il coraggio non se
lo può dare. Ma Giuliano è pur sempre un uomo d'onore».
La
Repubblica, 28.01.01
Cossiga
a Bilbao,polemica con Aznar
"Non
taccio di fronte a un piccolo impiegato..."
dal
nostro inviato STEFANO MARRONI
BILBAO
- "Zitto, io? E figuriamoci se me ne sto zitto di fronte a un
piccolo impiegato, figlio di un piccolo impiegato franchista che
faceva lo sbruffone girando con la rivoltella!". La stampa
spagnola non presidia più la sua stanza d'albergo a Bilbao,
quando Francesco Cossiga traccia il suo personale ritrattino di
Josè Maria Aznar. Ma circola comunque un po' di apprensione, nel
seguito. C'è un'aria pesante, nel paese basco, all'indomani
dell'attentato che a San Sabastian ha allungato di un altro nome
la lista interminabile degli uccisi dall'Eta. E a giudicare
dall'imbarazzo del governo italiano, poche cose avrebbero fatto
meno piacere a Madrid, in un momento del genere, che trovarsi tra
i piedi anche l'ex Picconatore. Angelo Sanza prova ad alleggerire:
"Prudenza, Francesco: magari ci sono microfoni, qua dentro.",
butta lì, scherzando. Ma Cossiga è serissimo: "No no,
tranquilli: la "Ertzaintza", la polizia basca, ha già
bonificato tutto", ribatte senza nemmeno rifletterci. E
chiarendo subito a chi personalmente metta in conto eventuali
rischi della sua missione in Biscaya.
L'occasione per venire gliel'ha offerta una fondazione vicina ai
nazionalisti moderati del Pnv, che oggi lo premierà come
"amico dei baschi". Ma Cossiga ha in mente un piano
preciso. L'obiettivo - dichiara - è "sputtanare Aznar",
che lo ha fatto "coprire d'insulti", e gioca la carta
dell'Eta "per dividere il paese: è un centralista, i suoi
veri nemici sono i nazionalisti baschi e catalani, e non i
terroristi. Non per caso è stato lui, a scatenare il caso Haider".
Nessuna inimicizia con la Spagna, assicura il Presidente, facendo
sapere che il suo primo atto, all'arrivo, è stato anzi di inviare
un messaggio di saluto a re Juan Carlos. Ma un'opinione pubblica
sgomenta deve sapere che "è un errore - dice - pensare di
battere il terrorismo sul piano militare. Il terrorismo è un
fatto politico, e come tale va sconfitto: come abbiamo fatto in
Italia, senza "squadroni della morte". E lo dice uno che
è stato soprattutto un implacabile ministro dell'Interno, uno che
all'epoca del terrorismo italiano vedeva scritto il suo nome con
la K e le S gotiche delle "Ss"". E' la linea del
dialogo, che Cossiga fa sua senza riserve: la linea del Pnv, una
sorta di Svp del "Pais Vasco" che combattè dalla parte
della Repubblica e poi negli anni della dittatura di Franco fu tra
i fondatori dell'Unione cristiano democratica. "Dice:
"Perché non sei amico dei Popolari spagnoli?".
Semplice", spiega il Presidente: "Perché non essendo
stato amico dei franchisti non posso essere amico di Aznar".
Ma non c'è solo la storia o l'orgoglio di un democristiano doc,
nel ragionamento cossighiano: "In Irlanda del Nord sono
arrivati alla pace dialogando con il braccio legale dell'Ira. E
facendo ministro uno che da giovane deve anche aver messo le sue
brave bombe. Ma non c'è niente da fare, quelli sono inglesi:
hanno creato un impero, inventato la democrazia, tagliato la testa
al re solo per dire di averne il diritto.".
Questo detto, che ci sia qualcosa di personale con Aznar e persino
con "la sua maleducatissima moglie" e con i suoi
collaboratori va assolutamente da sé: "Uno che ha parlato
con Gorbaciov non può replicare ai vari Robles Fraga o ai Carlos
Iturgaiz: nemmeno se mi hanno detto "troglodita", o dato
del filoterrorista. Sono eredi dei fucilatori fascisti, gente che
vive in democrazia solo perché "purtoppo, ahimé, nella
Spagna di oggi non si può che essere democratici"". E
ci vuole un viaggio a Bilbao per scoprire che tifa Berlusconi in
Italia, Cossiga, perché spera che possa esser lui a fermare Aznar
in Europa: "Il Cavaliere sa tutto di questa mia visita -
confida - ma non mi ha detto nulla. E'troppo intelligente e furbo,
per farsi strumentalizzare da uno che vuol solo impadronirsi del
Ppe".
Da qui a parlare della presa di distanze di Amato, ci vuol poco:
"Ha fatto ridere tutti, quella nota di Palazzo Chigi!
Giuliano non ha nemmeno provato a impedirmi di venire: mi ha detto
"Vai, è tuo diritto, Bilbao è in Europa: al massimo mi
beccherò una telefonataccia di Aznar.". E quel comunicato è
così ridicolo che non può averlo scritto lui: non può che
essere roba della Farnesina, un'opera di quella caricatura -
sogghigna Cossiga - del marito della signora Zingone. Sapete,
l'amico di Milosevic.". Uno che nelle sue parole ha tutta
l'aria di essere Lamberto Dini.
La
Repubblica, 29-01-01.
"Contro
Aznar aiuterò i socialisti"
Bilbao, premio per Cossiga che attacca il premier Aznar.
dal
nostro inviato STEFANO MARRONI
BILBAO
- Aveva preannunciato ridendo che un discorso così antifascista
"non lo avrebbe fatto nemmeno Gian Carlo Pajetta nel
'45". E sta alle promesse, Francesco Cossiga. Regalando allo
stato maggiore del Pnv, che a Bilbao lo premia come "amico
dei baschi", un intervento in cui per otto volte compare la
parola "fascista", e almeno altrettante quella "franchista".
Regolarmente accoppiate alla storia personale, alle radici
culturali e alle concrete scelte politiche dell'uomo che da tempo
si è scelto come principale avversario politico: del premier
spagnolo - e leader in pectore del Ppe - Jose Maria Aznar, grande
alleato di Silvio Berlusconi. "Credo che alle prossime
elezioni spagnole - confida - verrò a far campagna per i
socialisti. E spiegherò a tutti che persino un democratico
cristiano come me non resta che fare così, per opporsi ai
rigurgiti neofranchisti del Pp".
E' probabilmente anche alla luce di questa sfida personale, oltre
che della cinquantennale amicizia di Cossiga con i nazionalisti
baschi moderati, che va letto un discorso a tratti sconcertante,
in bocca all'uomo che negli anni '70 ed '80 gestì la linea della
fermezza nella lotta al terrorismo italiano. Un discorso che non
fa sconti all'Eta, che imputa ai suoi killer "crimini contro
i più elementari sentimenti di umanità", e che accusa
l'organizzazione terrorista di "creare le condizioni per una
dura repressione, che verrà giustificata agli occhi del mondo
dalla vostra violenza: domani le future generazioni basche vi
malediranno".
Ma senza esitazioni - dopo aver chiesto all'Eta di deporre le armi
- Cossiga arriva a un passo dal mettere sullo stesso piano i
terroristi e l'azione del governo di Madrid. Un governo - accusa
il Picconatore - che rivela sintomi di "prepotenza
autoritaria e intelleranza ideologica", e che "profitta
del terrorismo per dividere il paese e opprimere le minoranze
nazionali". Far credere che l'origine del terrorismo sia la
difesa della nazionalita minoritarie - sostiene l'ex capo dello
Stato italiano - vul dire mettersi "sullo stesso piano che ha
portato all'Olocausto: come se a Madrid non fosse bastato il
bombardamento di Guernica e la fucilazione di tanti baschi dopo la
fine della guerra civile".
E' un appello al dialogo senza condizioni con l'Eta, quello che
Cossiga lancia da Bilbao, e che oggi ripeterà incontrando a
Vitoria il "lehendakari" del Pais Vasco, Juan Josè
Ibarretxe. Un appello che ricalca quello lanciato a Barcelona, il
mese scorso, durante gli imponenti funerali di Ernest Lluch, il
dirigente socialista a cui a Bilbao viene dedicato un premio alla
memoria.
E sullo sfondo dello scontro con Aznar si interroga sul senso del
comunicato di Palazzo Chigi sul suo viaggio: una presa di distanze
vissuta con irritazione, e che lo induce anche ad alludere
all'attenzione con cui Aznar segue le difficoltà del Banco di
Bilbao - già titolare del 10% di Bnl - a crescere ulteriormente
nel controllo della banca italiana.
Giuliano Amato ne parlò apertamente, all'indomani dell'ultima
visita del premier spagnolo a Roma: e senza nascondere le sue
riserve sull'opposizione al progetto da parte del governatore di
Bankitalia. Sta di fatto che di punto in bianco, a tavola, Cossiga
abbassa il tono di voce. E rigirando l'anello di lapislazzulo con
lo stemma dell'università navarrese dell'Opus Dei confida ai
vicini di aver fatto "uno strano sogno: ho sognato che il
comunicato di Palazzo Chigi - sussurra - veniva scritto nella sede
romana del Banco di Bilbao.".
Avui,
29.01.01. Quotidiano catalano in Catalano.
Cossiga
difende i valori di Sabino Arana e definisce Iturgaiz (PP) «
fascista ».
Risponde
alle critiche per aver accettato il premio del PNV.
L’ex
presidente italiano e importante dirigente democristiano Francesco
Cossiga ha elogiato ieri in Bilbo la figura del fondatore del PNV,
Sabino Arana e ha rigettato le accuse di razzismo e xenofobia
contro le sue idee, fondamento del nazionalismo basco.
Il politico italiano non ha dimenticato le critiche che il PP
spagnolo gli ha rivolto ed ha affermato che “le critiche dei
fascisti continuano a costituire un onore”, riferendosi al
presidente del Popolari di Euskadi Carlos Iturgaiz. […]
Nel suo discorso Cossiga definisce la Fondazione Sabino Arana come
“dedicata ad un grande patriota ed auna grande anima” e ha
affermato che le accuse di razzismo e xenofobia contro Arana
“sono solamente una manifestazione di ignoranza, e professione
di settarismo”. Cossiga si è poi chiesto se siano “più
razzisti quegli xenofobi che preferiscono la spagnolizzazione
totale, che vorrebbero ridurre la ricchezza culturale, nazionale e
storica della monarchia di Juan Carlos, e che vorrebbero ridurre
tutta la penisola spagnola a livello di un quartiere di Madrid”.
Cossiga ha poi manifestato una rotonda condanna del terrorismo di
ETA e ha detto ai terroristi: “non state lottando per difendere
l’identità del popolo basco, ma state creando le condizioni per
una dura repressione antidemocratica, che sarà giustificata dal
mondo grazie alla vostra violenza e ai vostri crimini”.
EL
PAIS, 29.01.01.
[...]Rispetto
alla consegna del premio Sabino Arana all’ex presidente italiano
Francesco Cossiga, Carlo Iturgaiz [PP basco] ha dichiarato che “è
condannabile che [Cossiga] venga in Spagna solo per insultare e
per mettersi contro al PP, contro il Governo e il suo Presidente
Aznar, e contro di me”.
Ha aggiunto che Cossiga è “un mercenario di Arzalluz [PNV] e
che dice quello che gli si dice di dire. La mia sensazione è che
Cossiga ha perso il senno”.
Iturgaiz ha poi ricordato che “Cossiga si è dichiarato
orgoglioso” di ricevere un premio che porta il nome glorioso di
uno xenofobo e razzista come Sabino Arana. [...]
La
Repubblica, 30-01-01
Per
Cossiga cerimonia a Guernica
A
lui onoreficenza basca
BILBAO
- Francesco Cossiga in raccoglimento a Guernica, città martire
della guerra di Spagna. Insignito della più alta onorificenza
basca, ora si potrà fregiare del titolo di "don". La
seconda giornata dell'ex presidente della Repubblica nei Paesi
Baschi è volata via fra un gesto simbolico e gli appuntamenti
ufficiali: il premio Lagun Onari, quello che gli permetterà di
farsi chiamare "don Francesco". Cossiga però non ha
smesso di polemizzare sia con le strategie neoconservatrici del
Partito popolare europeo, e quindi con il leader spagnolo Aznar,
sia con i popolari italiani.
Dopo le elezioni, che saranno vinte dal centrodestra, - ha detto
Cossiga - Massimo D'Alema dovrà dare vita ad un partito
socialdemocratico di tipo europeo, che metta assieme anche le
componenti cattoliche, oggi espresse dal Ppi e dai Democratici.
Pronta la replica di Castagnetti: no - ha detto il leader del Ppi
- questo cortese invito lo respingiamo al mittente. Castagnetti
però ha anche osservato che Cossiga ha espresso "il suo
impegno perché il Ppe non sia un'accozzaglia di reazionari e
conservatori antisocialisti: Berlusconi, Casini e Buttiglione sono
serviti".
CORSERA,
30-01-01.
L’INTERVISTA
/ «Aznar non mi piace, il suo governo non è un esempio per noi»
Cossiga:
«Silvio vincerà, ma andrà risolto il conflitto d’interessi»
DAL NOSTRO INVIATO
BILBAO - «Berlusconi e il conflitto di interessi? Sì, il
problema si porrà. Dopo la sua vittoria alle elezioni. Se vincerà,
al governo non ci starà 5 ma almeno 10 anni. E subito dopo il
voto, qualcuno all’estero ci porrà delle domande: per esempio i
miei amici di Londra o Parigi».
Francesco Cossiga ha appena accolto nella sua «suite»
d’albergo i parenti dei baschi finiti in prigione perché
accusati di essere terroristi dell’Eta; due ore prima, sotto una
pioggia dannata, è andato a Guernica per deporre una sua corona
alle vittime del bombardamento nazista; e un po’ prima ancora,
nella sede del governo basco a Vitoria, ha ricevuto una nuova
decorazione - una medaglia d’oro - come amico di questo popolo,
nonché l’abbraccio e le scuse del "lehendakari", il
capo del governo locale Juan José Ibarretetze [Ibarretxe,ndr],
per gli insulti che altri baschi, quelli del partito popolare,
avevano rivolto nei giorni scorsi all’ex presidente italiano.
Giornata intensa, in due parole. E c’è carne al fuoco per altre
bordate polemiche, con i giornali di qui pieni di foto
dell’ospite venuto da Roma. Ma il terzo giorno del viaggio è
anche il giorno dei bilanci, e dei confronti. Riguardanti la
Spagna, ma pure l’Italia. E Cossiga, ma pure il suo alleato
Berlusconi. Che spesso ha indicato la Spagna come un esempio per
l’Italia.
Che
ne pensa l’ex presidente?
«Che a me questo modello politico non piace proprio. E glielo
spiegherò, a Berlusconi, appena tornerò a Roma: si comincia a
sentire una certa cappa, su questo paese. Ma poi, quell’Aznar!
Quando mai il suo governo può essere un esempio per quello che
avremo noi dopo le elezioni? O per l’Europa? No, no: per me, non
se ne parla proprio. Ma del resto, Berlusconi parlava di altro».
Di
che cosa?
«Del sistema di produzione spagnolo, è questo che gli piace. E
su questo posso essere d’accordo. Come sulla capacità della
classe politica spagnola di mostrare all’estero la sua unità,
un’altra cosa che Berlusconi ammira molto. Ecco: penso che, una
volta al governo, lui debba proprio cercare di valorizzare le
personalità italiane all’estero, dando spazio anche a quelle
dell’opposizione».
Per
esempio?
«Per esempio, all’attuale primo ministro Giuliano Amato. Ma
qui, Berlusconi non ha bisogno di consigli: Amato gli è sempre
rimasto nel cuore».
A
proposito di estero: in qualche giornale è stato scritto che
Berlusconi offrirà a lei la Farnesina.
«Non credo. Comunque, se me lo offrisse, un ministero lo
accetterei: ma senza portafoglio».
Lei,
da non molto tempo, appoggia Forza Italia. Dunque pensa che oggi
sia un vero partito, dopo che per anni i critici hanno sostenuto
il contrario?
« No, non è un partito in senso reale. Ma una reale forza
politica, radicata nel Paese e passata al vaglio delle elezioni.
Me lo ha insegnato D’Alema».
Torniamo
al problema del conflitto di interessi. Lei dice che si porrà,
per Berlusconi, ma dopo il voto.
«Sì, perché prima, cioè ora, mi pare che Rai e Mediaset si
eguaglino come forza dell’influenza televisiva. Anzi, forse ci
sa fare di più la Rai».
E
"dopo", che cosa risponderà a quei suoi amici
stranieri, se le chiederanno che cosa sta succedendo in Italia?
Per esempio, a Bush padre?
«Che stiano tranquilli. Che in Italia ci sono i pesi e i
contrappesi per bilanciare un eventuale conflitto di interessi. E
comunque, che Berlusconi è un politico e una persona ben
differente da altre. Per esempio, da Aznar».
Di
nuovo Aznar?
« L’ho detto, il suo modello politico non mi piace. E dunque,
se qui ci fosse lui, mi preoccuperei molto di più. No, no,
Berlusconi è ben diverso. E anche sua moglie.»
Che
c’entra la moglie?
«E’ ben diversa da quella di Aznar: che è una donna
maleducata. E prepotente».
Anche
questo l’aveva già detto, l’altro ieri.
«E allora lo ripeto. Maleducatissima».
EL
PAIS, 30.01.01
Ibarretxe
chiede scusa a Cossiga per gli “insulti” del PP spagnolo.
Il
Lehandakari [Presidente Basco] Juan José Ibarretxe, ha chiesto
ieri perdono in nome del Popolo basco all’ex Presidente italiano
Francesco Cossiga per “gli insulti” che “una minoranza molto
esigua” della società, collegata al PP, ha espresso contro la
sua persona. Iarretxe ha chiesto scusa durante l’atto della
consegna del premio Lagun Onari/Al buon amico, che si è celebrata
nel Palazzo di Ajura Enea.
Il presidente dei popolari bachi, Carlos Iturgaiz, ha definito
Cossiga “troglodita e brontosauro”.
AVUI,
30.01.01. Quotidiano catalano in Catalano.
I
giovani del PP consegnano all’ex Presidente italiano una lista
delle vittime del terrorismo
Ibarretxe
chiede perdono per gli insulti a Cossiga da parte di “una
minoranza”.
Ibarretxe
ha chiesto ieri, in tre occasioni, perdono all’ex presidente
Cossiga per “gli insulti e gli attacchi” di cui è stato
oggetto da parte di una “minoranza molto esigua” di baschi.
Ibarretxe ha chiuso il discorso della consegna del premio a
Cossiga con un riferimento agli attacchi a Cossiga per il fatto di
aver accettato il premio del Governo Basco. Per tre volte il
lehandakari ha chiesto persono al veterano politico democristiano
italiano, sottolineando che la società basca è “ educata,
amabile, tollerante” e che i baschi “non insultano la
gente”. Il presidente del Governo Basco ripercorre la personalità
di Cossiga: “La sua traiettoria etica, di compromesso
democratico, non può essere insultata. E coloro che lo hanno
insultato sono solamente un piccolissima minoranza della società
basca”.
Il commento di Ibarretxe rispondeva alle proteste di una ventina
di membri di “Nuove Generazioni” del PP basco, che si erano
concentrati all’entrata del Palazzo di Ajura Enea, sede del
Governo Basco per protestare contro alla consegna del premio. Il
presidente dei giovani del PP basco, Santiago Abascal, ha fatto
arrivare al presidente Cossiga, tramite il servizio di sicurezza,
una lista di vittime del terrorismo e una lettera in cui chiede a
Cossiga che “se ne torni in Italia, non solo con il nostro
disprezzo ma anche con una lista di vittime del terrorismo che lui
sembra voler disconoscere. Allegata alla lettera vi era una
raccolta di frasi “razziste” di Sabino Arana”.
La lettera di Abascal definifa “scandaloso” che il Governo
Basco abbia premiato chi insulta i baschi, chi ha definito
Iturgaiz [PP basco] cime basco rinnegato per il semplice fatto di
non essere nazionalista” una espressione secondo la quale, per
il presidente dei giovani popolari, si insultava “tutti i
600.000 baschi che votano opzioni non nazionalista”.
Cossiga, da parte sua, ha reiterato frasi di amicizia verso il
nazionalismo basco, aggiungendo frasi di rispetto per il Re Juan
Carlos. […]
El
Diario Vasco, 30.01.01
Ibarretxe
chiede perdono a Cossiga per gli insulti ricevuti da parte del PP
durante la sua visita al Paese Basco.
Il
lehendakari ha consegnato ieri il premio Lagun Onari all’ex
presidente italiano Francesco Cossiga, come riconoscimento di
amicizia al Popolo basco. Ibarretxe gli ha chiesto scusa per gli
insulti ricevuti durante la sua visita.
Cossiga è stato ricevuto da Ibarretxe nel palazzo di Ajura Enea,
il giorno successivo a quello in cui ha ricevuto il premio della
Fondazione Arana del PNV.
Il presidente basco ha avuto con Cossiga un incontro privato di
circa mezzora, come preambolo all’atto istituzionale di consegna
del premio Lagun Onari, il miglior amico. [...]
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